Paolo Beneventi: Narrativa - Fiction
Storie di Parole e di Bambini, Nuove Edizioni Romane, 1993

Questo libro una volta era un albero. Abitava insieme con tanti altri alberi in fondo a una strada stretta, perduta fra la nebbia e la campagna. L'orizzonte arrivava solo fino all'argine del grande fiume, non molto lontano. Da dove stava, l'albero non poteva vedere il fiume, ma gli sarebbe piaciuto sapere com'era fatto...

"I temi sono quelli della fantasia, del gioco linguistico, dell'accostamento insolito, del dar parola ai sogni, alle speranze dei bambini". w.f., “Andersen”, marzo 1990.

"Anche Beneventi racconta della realtà dei bambini senza falsi moralismi, ma gioca maggiormente sul piano dell'invenzione fantastica e dell'immaginario. I suoi punti di riferimento ci sembrano, senza ombra di dubbio, le prose di Calvino. Il continuo riferimento alla parola e al suo comporsi e scomporsi spiega molto in questo senso". Fulvio Panzeri, "L'Avvenire", 8.2.90

“A me è piaciuta molto l’idea che i pirati erano nel bosco invece che nella nave” (Pietro) “e poi erano bambini di 7 o 8 anni” (Giulio), III elementare, scuola Stoppani, Milano  29 marzo 2007.
I Pianeti Raccontati
Liberedizioni 2019


Gli esploratori tornano dallo Spazio.
All’Imperatore della Terra, ai bambini e ai lettori di tutte le età, portano il racconto dei Pianeti meravigliosi che hanno visitato.
Attraverso un approccio narrativo d'ispirazione calviniana,
i diversi mondi sono svelati dal potere evocativo delle parole che, oltre la descrizione di ciò che è già conosciuto,
invitano al gioco di nuovi viaggi, esplorazioni, invenzioni, tra gli orizzonti infiniti dell’immaginazione.
Il Bambino che diceva le Bugie
Euno, 2020


Ancora prima di nascere, Prospero già diceva le bugie! Ne raccontava così tante e così bene, prima al parco poi anche a scuola, che tutti gli credevano. E più erano le bugie più lui veniva ammirato da tutti. Era sempre al centro dell'attenzione e tutto sembrava girare intorno a lui. Da grande sarebbe certamente diventato uno dei padroni del mondo!
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I Giorni dopo Bologna, Siké, 2026

Bologna 1977: si avvia a conclusione un decennio meraviglioso e terribile. Le rivolte studentesche del ’68 dalle piazze avevano proclamato l’immaginazione al potere, e nel 1978 l’assassinio di Aldo Moro da parte delle brigate rosse segna la fine di un ciclo di lotte, utopie, disillusioni, rinnovate speranze. Nell’estate i turisti stranieri cercano invano gli “indiani metropolitani”, immagine ingenua e suggestiva dell’ultimo movimento giovanile. Ma a marzo era stata battaglia, la città spaccata, la gente per bene e i partititi “costituzionali” da una parte e gli studenti dall’altra, con i loro bisogni e desideri forse un po’ irreali e il loro compagno ammazzato per davvero dalle pallottole della polizia. Lavinia racconta di questo e dei suoi vent’anni, la fatica e la gioia di vivere e il tentativo di capire, se stessa oltre i grandi movimenti di studenti, operai, donne. Forte di ricordi freschi e basandosi su una documentazione rigorosa dei fatti pubblici, l’autore iniziò a scrivere nei primi anni ’80 scegliendo il racconto in prima persona (ma, per “straniare” da un possibile effetto diario, da parte di una ragazza). Abbandonata tante volte, ripresa, riletta, corretta, completata quasi 40 anni dopo, esce questa storia, passata e attuale, alle radici del nostro presente.
per ragazzi - for children